Oggi è la giornata mondiale dell’aborto legale. Cgil vs Regione Lombardia

All’interno del programma delle Nazioni Unite – Nessuno sia lasciato indietro – la data del 28 settembre è stata indicata come la “Giornata mondiale per l’accesso all’aborto sicuro e legale”. Una iniziativa che ha lo scopo di garantire il diritto delle donne  a decidere, senza imposizioni, del proprio corpo, della propria sessualità ed a scegliere se essere madri e quando.

“In Regione Lombardia – scrive la Cgil in  una nota –  il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza è fortemente ostacolato e la situazione dei consultori familiari tutt’altro che eccellente. Dal 2010 i dati confermano una forte diminuzione del numero dei consultori pubblici e gravi  carenze di personale in quelli esistenti, a fronte di un incremento del numero dei consultori privati accreditati ( oggi un terzo del totale contro il 25% del 2010 ), la quasi totalità dei quali pratica una intollerabile obiezione di struttura.”

I numeri dicono che in Lombardia  il rapporto abitanti/consultori è lontano dall’obbligo di legge e dalla media nazionale (una struttura ogni 27.000 abitanti). Inoltre, sottolinea il sindacato “se a ciò si aggiunge che il ricorso all’aborto farmacologico con la RU 486 è minimo in quanto, diversamente dal resto d’Italia, si richiede il ricovero ospedaliero per tre giorni, è evidente come per le donne interrompere volontariamente una gravidanza divenga un vero percorso ad ostacoli, del tutto intollerabile”.

Da qui l’appello: “Chiediamo fermamente alla Regione un’inversione di rotta, il potenziamento dei consultori pubblici nel numero e nel personale e la piena garanzia dei diritti e della libertà femminile”.

Aborto

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